1953-2009. Oltre mezzo secolo di storia sportiva della città di Bolzano passa anche attraverso le maglie biancorosse della Società Atletica Femminile Bolzano, indossate in questi cinquant’anni da oltre 3000 ragazze e da quasi 1000 ragazzi (questi ultimi a partire dal 1979). Un passato ricco di successi e di ricordi, un presente caratterizzato dall’entusiasmo ancora vivo di tutti i componenti della famiglia dei "safini", in previsione di un futuro che ci auguriamo potrà essere altrettanto roseo. La storia, si diceva. Una storia che nasce in un’Italia ed in una Bolzano decisamente diverse da quelle che conosciamo oggi, dove lo sport al femminile costituiva l’eccezione più che la regola: in Provincia di Bolzano l’unica formazione di atletica leggera femminile era quella dello Sport Club Merano, mentre in Trentino l’ATAF Trento era nata solo l’anno prima. La SAF BOLZANO nacque per rispondere alla sempre più crescente domanda delle ragazze bolzanine di poter praticare l’atletica leggera. Fu allora che, grazie all’intraprendenza di alcuni appassionati, venne fondata la Società. Il Dott. Demetrio Eller fu chiamato a presiederla e il Prof. Franco Criscuolo ne era il Direttore Tecnico, ruolo che tuttora ricopre. È lui, a tutti gli effetti, il principale artefice di 50 anni di ininterrotta attività agonistica, la vera anima di questa squadra, il collante tra tutti i protagonisti e le protagoniste della nostra avventura in biancorosso.
La fondazione e le origini
La SAF BOLZANO nasce ufficialmente il 12 febbraio 1953. Per reclutare le atlete la SAF organizza, il 10 maggio di quell’anno, una riunione di atletica leggera al campo Druso, dove tutte le ragazze bolzanine sono invitate a partecipare. Alla manifestazione, seguita da un folto pubblico di appassionati, si presenta, come riportano i giornali dell’epoca, "un numeroso lotto di giovani atlete". La settimana successiva, il 17 maggio, la SAF BOLZANO organizza e prende parte alla sua prima manifestazione ufficiale: i Campionati regionali di Società 1953. Tra le atlete in campo vi sono già i nomi di quelle che, negli anni immediatamente successivi, diventeranno le prime grandi protagoniste della nostra storia: Carla Venturato e Anita Baldo, che nel 1955 sarà la prima "safina" a vestire la maglia azzurra della Nazionale. I successi sono subito molti, tra cui spiccano i quattro titoli regionali assoluti conquistati a Trento il 20 settembre 1953 da Anita Baldo nei 200 e 800 metri, Liliana Pace negli 80 metri e Carla Venturato nel salto in alto.
Già nel 1954 arriva il primo alloro a livello nazionale: il merito è della giovane Brigitte Pupp che a Bergamo vince il titolo italiano di Seconda Serie nel lancio del giavellotto. La SAF, come del resto tutto il movimento dell’atletica femminile, cresce in fretta. Ed è questa una crescita sia quantitativa sia qualitativa. Le tesserate aumentano costantemente di numero, passando dalle 37 del 1953 alle oltre 120 del 1962.
I successi del primo decennio
La seconda metà degli anni cinquanta riserva alla SAF grossissime soddisfazioni sia a livello regionale sia in campo nazionale.
Nel 1957 Anita Baldo migliora per due volte il primato italiano dei 400 metri portandolo a 59"7, prima donna italiana a scendere sotto il muro del minuto su questa distanza. La stessa Baldo, insieme a Maria Gabriella Venturato e Franca De Paoli, centra anche il record italiano della staffetta 3x800.
L’anno successivo tocca ad Edvige Boscaro realizzare il record italiano juniores sui 100 metri col tempo di 12"7, prestazione che le vale anche la maglia azzurra assoluta. Il 1958 è anche l’anno della consacrazione di Franca De Paoli: convocata in Nazionale, il 6 luglio a Pisa eguaglia il record italiano degli 800 metri che apparteneva alla sua eterna rivale, la napoletana Gilda Jannaccone, col tempo di 2’15"4. La settimana successiva, a Bolzano, frantuma con le compagne Venturato e Buffa il record italiano della staffetta 3x800, stabilito dalla SAF un anno prima, portandolo a 7’21"5, con un miglioramento di 7" netti. Questi risultati le valgono l’inserimento nel gruppo dei Probabili Olimpici di Roma 1960; la mancata convocazione rimane forse il suo più grande rammarico.

IL RICORDO DI… FRANCA DE PAOLI
Arrivai alla SAF nell’autunno del 1955, invitata da Giovanna Brunati, mia compagna di scuola. Eravamo alle soglie dell’inverno e, dopo un paio di mesi, mi cimentai subito nella corsa campestre, ottenendo un ottimo secondo posto dietro ad Anita Baldo.
Criscuolo mi mise subito al lavoro: mi allenavo per le lunghe distanze, che erano un suo pallino, con qualche puntatina nella velocità, soprattutto con la staffetta.
Mi allenai con impegno e costanza, con il professore che cronometrava e cronometrava, e le mie fatiche furono premiate con il terzo posto ai campionati italiani di corsa campestre. Per gli allenamenti invernali si andava in bicicletta fino a Ponte Adige e si correva nella neve con Criscuolo sempre accanto a noi, lungo le rive del fiume. L’abbigliamento tecnico consisteva in una leggerissima tuta di cotone, un paio di scarpe da ginnastica di tela ed una giacca a vento. Criscuolo era allenatore molto severo ed esigente, ma al ritorno in città ci offriva le paste in una latteria-pasticceria in via Argentieri (era molto goloso anche lui…). Al ritorno a casa infilavo i piedi intirizziti nel forno della cucina economica. Risultato: i geloni! Nelle trasferte si viaggiava in terza classe; solo quando entrai in Nazionale ebbi diritto al rimborso di seconda classe (malgrado ciò viaggiavo in terza classe lo stesso, versando la differenza nelle casse esangui della Società). Il vagone-letto non era altro che le reticelle portabagagli degli scompartimenti. Erano certamente tempi pionieristici, che forse molti atleti di oggi non accetterebbero, ma il divertimento era tanto e fra noi atlete si era instaurato un bel clima di amicizia e solidarietà. Un altro aneddoto è legato alle trasferte: ogni volta che un’atleta della SAF gareggiava fuori Provincia per la prima volta, Criscuolo faceva pagare un "dazio"; le multe, invece, fioccavano quando si arrivava tardi agli allenamenti.
Una delle gare che ricordo con maggior piacere è la partecipazione al Gran Premio delle Regioni a Napoli. Tutti gli spettatori dello stadio del Vomero attendevano la vittoria negli 800 metri della beniamina di casa, Gilda Jannaccone, che fino ad allora aveva sempre ottenuto risultati migliori dei miei. Invece vinsi io; probabilmente gli allenamenti sotto la pioggia ed al freddo di Bolzano diedero i loro frutti… Fu una trasferta memorabile. Dopo le gare il delegato regionale portò tutta la squadra a cena dalla famosa "Zì Teresa" di Napoli (grazie all’interessamento di un parente napoletano di Criscuolo…).
Il mio esordio in Nazionale, nel luglio 1958, avvenne in periodo di esami di maturità, e fu piuttosto movimentato: il sabato mattina ero impegnata con lo scritto di latino, al pomeriggio partii per Pisa dove la domenica gareggiai nell’incontro Italia-Belgio, eguagliando il record italiano degli 800 metri, detenuto dalla mia eterna rivale Jannaccone. Il lunedì mattina ero di nuovo a scuola per la prova scritta di matematica.
Nel 1959 partecipai alle Universiadi di Torino: fu un’esperienza magnifica perché mi permise di confrontarmi con le formidabili atlete dell’Est europeo, che a quel tempo non avevano rivali in occidente. Fu una bellissima esperienza dal punto di vista umano: la vita assieme ad atleti di molte nazioni allo Studentato del Politecnico di Torino, il girare in divisa per la città, la festa di chiusura in notturna al Parco del Valentino... che emozioni!!!
Altra grande emozione fu il mio primo volo in aereo per l’incontro Italia-Olanda.
Un divertente aneddoto, infine, riguarda la sfida contro la Germania: mi ritrovai catapultata, nella serata di gala nei saloni del municipio di Schweinfurth, sul palco delle autorità come traduttrice simultanea degli interventi dei nostri delegati FIDAL e CONI. Confesso che tradurre mi procurò più ansia che gareggiare! Come ricompensa le autorità tedesche mi regalarono un paio di scarpette chiodate "Puma": scarpette da campioni, un lusso per quei tempi!
A tutti voi posso dire, come conclusione, che gli anni trascorsi alla SAF, sebbene improntati ad una disciplina molto severa, furono molto felici. Mi reputavo fortunata rispetto alle mie compagne ed amiche, perché potevo viaggiare, conoscere l’Italia e molte città straniere e godevo di una maggiore libertà.

Non ci sono però soltanto individualità di spicco. Tutta la squadra biancorossa è di ottimo livello, e la prova è la quinta posizione assoluta ai Campionati italiani di Società del 1958: fanno parte della squadra anche Maria Teresa Galassini (che migliora anche il record regionale di salto in lungo), Livia Coleva (record regionale di getto del peso), Tiziana Merci, Silvana Collodo (che giungerà in Nazionale nel 1962 anche se non più tesserata per la SAF), Luciana Morocutti, Marisa Penzin e Giovanna Brunati (primatiste regionali di 4x100 in varie occasioni).
La squadra. Da sempre la SAF BOLZANO ha avuto nel gruppo e nello spirito di gruppo la sua forza. Accanto alle atlete ed agli atleti di punta, infatti, Franco Criscuolo è sempre riuscito a plasmare formazioni complete ed altamente competitive, in cui ogni atleta ha sempre dato il meglio di sé. Ma la SAF BOLZANO si mette anche in evidenza per la grande capacità nell’organizzare manifestazioni di atletica. Nel 1955 nasce il Trofeo "Pio Clauser", poi "Trofeo Città di Bolzano", che diventerà un punto di riferimento fisso dell’atletica leggera femminile nel panorama italiano prima e internazionale poi e che per 30 anni porterà a Bolzano le migliori atlete in circolazione. In quegli anni, la SAF è protagonista costante. Velocità, mezzofondo, salti, lanci, corse campestri: le maglie biancorosse primeggiano ovunque e rappresentano per molti anni la migliore realtà dell’atletica regionale. In alcune discipline si realizza un dominio pressoché totale; si pensi ad esempio agli 800 metri, in cui il titolo regionale assoluto è sfuggito alla SAF una sola volta tra il 1955 ed il 1970. Non da meno le performance sui 400 metri, conquistati dalle nostre atlete per 18 volte nel ventennio 1957-1977. Addirittura, nella velocità ad ostacoli, le biancorosse vinsero 16 titoli regionali consecutivi, con sette atlete diverse (la prima fu Ilse Salimbene), tra il 1961 ed il 1976, mentre la corsa campestre fu ininterrottamente a nostro appannaggio tra il 1956 ed il 1970. Da ricordare anche Gina Ghittorelli, capace di conquistare nove titoli in fila nel getto del peso tra il 1962 ed il 1970. La Ghittorelli è l’erede delle prime grandi lanciatrici della SAF. Lucinda Bogon, la tesserata più "anziana" della nostra Società (classe 1926), Gabriella Stroppa, Vittoria Fortarel, Antonietta Micheluz e Maria Teresa Barozzi hanno vinto a più riprese i titoli regionali nelle diverse discipline di lancio negli anni ’50.
Come sempre, accanto alle "stelle", brillano altri nomi. Le categorie giovanili sono da sempre il serbatoio che fornisce atlete ed atleti alle categorie agonistiche. Fu così, soprattutto, nel biennio 1963-1964. Dietro alle "veterane" Fausta Battistata e Marisa Capuzzo, nuove primatiste regionali rispettivamente nei 400 metri e nel salto in lungo, le ragazze della categoria juniores sono tante e sono forti. I nomi di Liliana Lovisetto, Graziella Tessaro, Mariella Tugnolo, Maria Grazia Bertoldo, Gemma Arona, Marilena Paraventi, Clara Pellegrinelli, Gabriella Da Sacco, Rosalba Pauletto, Jole Poggioli, Maria Teresa Nolli, Pia Maria Pedron, Jolanda Caon, Clara Dalzini e Daniela Ferracini entrano di prepotenza nelle cronache sportive locali e nazionali ed arrivano a conquistare il titolo di Campionesse italiane juniores a squadre sia nel 1963 che nel 1964. Negli stessi anni, le squadre assolute ed allieve sono anch’esse ai primi posti delle graduatorie nazionali, e la SAF BOLZANO risulta, complessivamente, la seconda Società femminile in Italia, dietro alla FIAT Torino.
I risultati individuali non sono da meno. A Ravenna, il primo marzo 1964, si svolgono i Campionati italiani juniores di corsa campestre. L’ordine d’arrivo recita: 1. Graziella Tessaro (SAF BOLZANO), 2. Maria Grazia Bertoldo (SAF BOLZANO), 3. Marilena Paraventi (SAF BOLZANO), 4. Clara Pellegrinelli (SAF BOLZANO). Le stesse ragazze, assieme a Mariella Tugnolo, unica atleta della categoria seniores, vincono ad Imperia il titolo italiano di Cross per la categoria assoluta.








