Gli anni ’60 e ’70: l’epoca dei grandi talenti

L’attività della SAF non si ferma: le atlete cambiano, i risultati restano. Dopo i grandi successi dei primi 10 anni, la nostra Società continua a mantenersi ad altissimi livelli nel panorama nazionale. Il gruppo delle junior Campionesse d’Italia mantiene le aspettative anche nella categoria assoluta. I nomi di spicco, che fanno la storia della SAF BOLZANO nella seconda metà degli anni ’60, sono tanti. Nel 1966 Maria Grazia Bertoldo centra quel titolo italiano di corsa campestre che aveva sfiorato nel ’64 e nel ’65. Seconda, in quella gara, Clara Pellegrinelli. Entrambe le atlete, ancora juniores, conquistarono con i loro successi la maglia azzurra di categoria in due occasioni, raggiungendo Marilena Paraventi, ostacolista già in Nazionale giovanile nel 1965. Maria Grazia, in luglio, si laurea campionessa italiana juniores sugli 800 metri, mentre "solo" seconda è Clara sui 400. La Pellegrinelli corona l’inseguimento al titolo l’anno successivo, laureandosi finalmente Campionessa italiana juniores sul giro di pista ad Ancona. Ancora, assieme a Luigina Tononi, riconquista per la SAF il titolo italiano di Società di corsa campestre. Naturalmente, moltissimi nomi nuovi. Tra il 1965 e il 1966, in mezzo ad altre 180 nuove tesserate, due atlete entrano a far parte della famiglia delle "safine": Gloria Giappi e Silvana Zangirolami. In pochi mesi di attività le due giovanissime raggiungono importanti traguardi: ancora una volta la SAF BOLZANO porta le sue atlete in Nazionale juniores. Per la Zangirolami è l’inizio di una carriera costellata di grandi successi.

Zangirolami, Giappi, Pellegrinelli e Bertoldo conquistano titoli, battono record, vestono la maglia azzurra a più riprese.




IL RICORDO DI… MARIA GRAZIA BERTOLDO

Era il 15 giugno 1962 quando mi presentai allo Stadio Druso dal Prof. Criscuolo per chiedere se potevo fare atletica, dato che la mia professoressa di ginnastica mi disse che avevo delle qualità, per le leve lunghe e magre. Criscuolo mi disse: "Domenica c’è una gara. Proviamo!". Mi presentai allo stadio ed ero molto agitata: gareggiai nel salto in alto nella categoria allieve, e vinsi con nuovo record regionale di categoria. Da li incominciò la mia avventura con la SAF Bolzano, che durò fino al 1970.

Avevo lasciato la scuola all’età di 14 anni: la voglia di studiare era poca e le condizioni famigliari non erano delle più rosee, così iniziai a lavorare. I sacrifici erano tanti, ma ricordo la disponibilità di Criscuolo con chi aveva problemi di lavoro: ci si allenava al mattino. Prima delle sei il professore era già presente allo stadio per seguirci. Era decisamente faticoso allenarsi a quell’ora, ma non si poteva fare altrimenti: di corsa il riscaldamento, di corsa le prove, di corsa il defaticamento ed infine di corsa al lavoro, con Criscuolo sempre puntuale a dettare i ritmi con il cronometro.

Gli anni passati con la SAF per me sono stati una palestra di vita; con il Prof. Criscuolo sono cresciuta sportivamente, ed ho imparato tante cose fondamentali della mia vita: saper fare sacrifici, essere onesti, leali ed essere disponibili verso gli altri. Quanti bei ricordi in quei mitici anni Sessanta! Talvolta mi tornano alla mente le mie compagne d’avventura, e sono emozioni e ricordi che il tempo non potrà mai cancellare.

Dall’atletica ho avuto tantissime soddisfazioni, tra cui la convocazione in Nazionale assoluta in Belgio nel 1969: quando suonarono l’inno d’Italia mi sentivo fiera e orgogliosa di rappresentare il mio paese. Certo, c’è stata anche qualche delusione, come la mancata convocazione per i Campionati europei ad Atene, quando i tecnici mi dissero che ero ancora troppo giovane ed avrei avuto altre occasioni per parteciparvi.

La "rivincita" degli Europei me la sono presa quest’anno; ho avuto infatti l’onore con la mia società attuale, l’Atletica Trento di organizzare i Campionati europei di corsa in montagna.

Vivo ancora oggi nel mondo dell’atletica leggera, anche se ogni tanto mi passa per la testa che dopo quarantadue anni potrei attaccare le "scarpette chiodate" al muro. Ma non ci riesco, è più forte di me: mi sento una "drogata" (in senso buono) di questo splendido sport!

Purtroppo l’ultima mia stagione alla SAF ho avuto alcuni problemi con la Società. Lasciando perdere quello che c’è stato un GRAZIE di tutto CUORE va a Criscuolo, che mi ha fatto amare questa splendida disciplina a cui tutt’ora sono legata (e grazie alla quale ho anche conosciuto mio marito). Credo che per i ragazzi d’oggi ci vorrebbe un altro Prof. Criscuolo in chiave moderna, per far capire a tutti i giovani il senso della vita: non tutto è dovuto, ma bisogna saperlo conquistare ed apprezzare.




Dopo un 1968 movimentato per l’indisponibilità dello stadio Druso, all’inizio del 1969 la SAF BOLZANO riprende l’attività a pieno ritmo. L’elevato numero di tesserate costringe la dirigenza a "limitare le iscrizioni alle sole atlete nate negli anni 1953-1954-1955", come recitano i giornali dell’epoca. È questo l’anno in cui, ancora, Bertoldo e Zangirolami raggiungono la Nazionale, questa volta nella categoria assoluta. Maria Grazia è, nelle graduatorie nazionali su 800 e 1500 metri, seconda soltanto a Paola Pigni, che realizza in quell’anno il record del mondo sugli 800… Silvana, peraltro, conquista il titolo italiano universitario sui 400 metri e partecipa, prima atleta biancorossa a riuscirci, ai Campionati europei di Atene con la staffetta 4x400. Alla fine, la Zangirolami vestirà per ben 15 volte la maglia della Nazionale italiana e sarà la prima "safina" a conquistare un titolo italiano individuale assoluto, nel 1972, sui 400 metri.

Bertoldo e Zangirolami sono le nuove primedonne, ma insieme a loro, come sempre, le più giovani danno lustro alla Società. Le nuove tesserate alla SAF sono tantissime: si contano 140 nuove iscrizioni solo nel 1969. Il ricambio generazionale, con un parco atlete del genere, è pressoché naturale, ed infatti molte atlete della categoria allieve si distinguono e raggiungono i Campionati italiani di categoria. Carla Bigarello, ad esempio, già brillante promessa a livello giovanile, stabilisce, da juniores, i record regionali assoluti sui 100 ostacoli e nel pentathlon, specialità nelle quali sarà la dominatrice in regione per tutta la prima metà degli anni ’70. Nel mezzofondo si mette in evidenza la giovane Lucia De Pillo.

Negli anni ‘70 si assiste anche ad un importante avvicendamento nei quadri direttivi: il primo, storico, presidente del sodalizio, Dott. Demetrio Eller, in carica sin dall’anno di fondazione della Società lascia l’incarico nel 1971. Dopo una breve parentesi (1972) con la presidenza di John Bragaia, la massima carica dirigenziale passa ad un’altra figura storica: l’Ing. Lorenzo Püchler, che rimarrà ai vertici della dirigenza sino alla fine degli anni ‘90.

Nella prima metà degli anni ‘70 molti allori vengono dalle staffette. Sia la 4x100 che la 4x400 migliorano più volte i record regionali; le protagoniste, oltre alle solite Silvana Zangirolami e Carla Bigarello, sono Raffaella Roni, Patrizia Zangirolami, Stefania Novellati, Annalisa Sanna, Laura Trovò e Lauretta Zanetti.

Insieme a loro, nelle staffette, un’altra giovane atleta muove i primi passi di una carriera ineguagliabile: Erica Rossi.

Erica Rossi è la tesserata numero 968 della SAF BOLZANO ed inizia a gareggiare nel 1970. La sua carriera in biancorosso prosegue fino al 1977. La sua specialità sono i 400 metri, dove è ancora oggi nelle primissime posizioni delle graduatorie italiane di tutti i tempi. In questi sette anni conquista due titoli italiani sui 400 metri (nel 1976 e nel 1977), eguaglia nel 1977 il record italiano della staffetta 4x400 con la squadra Nazionale (record che apparteneva dal 1972 alla compagna di squadra Zangirolami), conquista un’infinità di titoli regionali sui 200 metri, sui 400 metri e nelle staffette, migliorando diverse volte i record regionali di 100, 200 e 400 metri. Con la Nazionale, partecipa anche due volte alla Coppa Europa. Alla fine, nella sua lunga carriera, conquisterà risultati prestigiosi: 17 titoli italiani assoluti, 67 presenze in Nazionale (seconda solo a Marisa Masullo ed alla pari con Sara Simeoni), la partecipazione a due Olimpiadi (Mosca 1980 e Los Angeles 1984), a due Campionati del Mondo (Helsinki 1983 e Roma 1987) e a due Campionati Europei (Atene 1982 e Stoccarda 1986).

È bello sapere che un’atleta di questo livello abbia iniziato la sua carriera grazie alla SAF BOLZANO e al Prof. Criscuolo.




IL RICORDO DI… ERICA ROSSI

Un giorno, mentre ero al campo CONI dove si stavano svolgendo le gare scolastiche di atletica leggera, un signore mi si avvicinò e mi chiese: "Non ti piacerebbe fare atletica?". "Non so", risposi, "gioco già a basket."

Quel signore era Franco Criscuolo, allenatore della SAF BOLZANO, uomo forse un po’ burbero ma di grande carisma e personalità. La mia carriera iniziò così: lentamente lasciai il basket per dedicarmi completamente all’atletica leggera.

Dopo un inizio con la velocità pura, passai ai 400 metri, che erano sicuramente più adatti alla mia struttura fisica ed alle mie capacità, ma erano anche assai più faticosi.

Di quegli anni ho moltissimi bei ricordi, che a raccontarli oggi forse farebbero sorridere non solo i ragazzi, ma anche lo stesso Criscuolo.

Ricordo il clima con cui ci si allenava: moltissime ragazze al campo, tutte allenate dal professore da solo, che esigeva massima puntualità, obbedienza ed ordine, altrimenti scattava la multa!

Un divertente ricordo riguarda una nostra trasferta a Torino per i Campionati Italiani assoluti: eravamo io, una mia compagna di squadra e Criscuolo. Scesi in stazione, il Professore partì col suo passo militaresco in direzione dell’albergo. Noi due invece, sommerse dal peso della borsa, ci attardammo un attimo e lo perdemmo di vista. A quel punto ci sedemmo sul marciapiede pensando a cosa potevamo fare, ma subito dopo lui tornò sui suoi passi e ci riempì di improperi! Arrivammo in albergo molto velocemente…

Nel 1978, dopo aver ottenuto buoni risultati sui 400 metri ed essere entrata in Nazionale, alcune grosse Società si fecero avanti per acquistarmi. Quando decisi di passare all’Iveco Criscuolo si arrabbiò molto e fu costretto a lasciarmi andare con grande rammarico. Oggi, dopo molti anni, scrivo questi ricordi da una scrivania dell’Iveco, Società per la quale abbandonai la SAF e che oltre ad un futuro come atleta mi ha anche garantito un futuro nella vita. Credo, quindi, di aver fatto nonostante tutto la scelta giusta e spero che anche il Prof. Criscuolo mi abbia perdonata.




C’è un’altra atleta, coetanea di Erica Rossi, che merita una citazione particolare. Lia Püchler, per tutti noi "giovani" semplicemente "la Lia", entra alla SAF nel 1971 e ci rimane, prima da atleta e poi da allenatrice, fino al 1999; 28 anni di ininterrotta attività in biancorosso, la rendono certamente una delle colonne della nostra squadra. Il suo miglior risultato tecnico è la conquista del record regionale sui 400 ostacoli nel 1975 con il tempo di 69"4.




IL RICORDO DI… LIA PÜCHLER

Febbraio 1972-Novembre 1999. 28 anni di vita alla SAF, nella SAF, con la SAF.

Cosa dire? Cosa raccontare? Ci sono state tante esperienze, tanti ricordi, tante sensazioni… troppe per riuscire a descriverle tutte.

Posso solo dire che la SAF mi ha dato l’opportunità di crescere, di capire cosa vuol dire prendersi un impegno e portarlo a termine attraverso l’esempio di tante persone che non solo a me, ma anche alla SAF, hanno dato tanto: il Prof. Criscuolo, il Prof. Milia, i dirigenti Pezzetta e Castaldo. Non solo allenatori, ma soprattutto educatori; oggi questa parola va molto di moda, ma loro lo sono stati realmente. Seguendo il loro esempio anche io ho cercato di dare qualcosa per la SAF. Cosa ho dato non spetta a me dirlo, ma a tutti i ragazzi e gli atleti che sono passati "sotto le mie grinfie" in oltre 20 anni da allenatrice.

Quello che posso affermare senza dubbio è che io da tutti ho ricevuto molto. Quindi non posso che augurarvi BUON ALLENAMENTO!!!




Oltre alla Rossi ed alla Püchler, tra la seconda metà degli anni 70 e l’inizio degli anni ‘80 si mettono in evidenza anche altre atlete, che permettono alla Società di rimanere tra le protagoniste dell’atletica regionale. Cristina Baldessari e Maria Luisa Ricci nella velocità, Patrizia Bernabè e Ornella Gazziero negli ostacoli, Antonella Olivetto e Rosalia Damian nel mezzofondo, le saltatrici Francesca Felici, Stefania Roman e Sonia Bragagna (eccellente anche nelle prove multiple, con il titolo italiano di pentathlon allieve nel 1978) e le lanciatrici Maria Teresa Giuriato (più volte primatista regionale nel giavellotto tra il ‘75 ed il ‘77), l’eclettica Francesca Ricci, Laura Segnana, Franca Framba e Patrizia Braghin. Insomma, Franco Criscuolo e la SAF BOLZANO continuano a mietere successi, che valgono anche preziosi riconoscimenti ufficiali: nel 1978 la SAF BOLZANO viene insignita della Croce d’argento al Merito Sportivo, una delle più alte onorificenze del CONI. Pochi anni dopo, nel 1982, anche il Prof. Criscuolo riceve dal CONI la Quercia d'oro di II grado.

 

PICCOLA STORIA

DI UNA GRANDE SQUADRA

Parte II

Storia I - II - III